Smartphone: tre sindromi causate da chi ne fa un uso smodato

Progresso e tecnologia, tanti vantaggi nella vita pratica ma anche tanti disagi con cui imparare a convivere. La causa di molti mali sembrerebbe essere proprio lo smartphone che, ci aiuta in tante situazioni, ma genera una quantità inesauribile di sindromi soprattutto a chi ne fa un uso smodato e morboso. Gravissime le conseguenze: abbassamento degli standard qualitativi delle ore di lavoro, distruzione dei rapporti e persino messa in crisi coppie collaudate.

Bambini, adolescenti, adulti e anziani: le sindromi del nuovo millennio non risparmiano nessuno e si acuiscono con il passare del tempo.  Quante volte vi è capitato di sentire squillare o vibrare il vostro cellulare ma poi, sbloccando lo schermo, vi accorgete che sul display non c’è nessuna chiamata, né messaggio o notifica? Se il fenomeno non vi è nuovo vuol dire che, seppur in maniera lieve, siete affetti dalla cosiddetta sindrome dello squillo fantasma, altrimenti detta ringxiety (da ringer = squillo + anxiety= ansia).

Smartphone SamsungNiente paura, non è letale ma, in forma acuta, provoca stress, ansia e dipendenza dalle tecnologie. Secondo il Medical Center di Springfield, Stati Uniti, si tratta di una particolare forma di suggestione psicologica causata da scarsa stima ed insicurezza che colpisce una persona su dieci e che si acuisce quando, credendo di sentir squillare il telefono, ci si accorge dell’assenza di notifiche. Il soggetto comincia quindi a desiderare inconsciamente di essere contattato il più possibile e inizia a manifestare segni di insofferenza, stress e finanche depressione quando nessuno lo cerca.

Da un punto di vista fisiologico, invece, si può registrare una forma di iperattivazione del sistema nervoso dovuta all’eccessivo numero di stimoli sonori utilizzati dai creatori dei dispositivi tecnologici (e, più di recente, delle pubblicità). Tra trilli, squilli, notifiche, spot e suonerie l’udito umano viene come bombardato e finisce per essere vittima di vere e proprie allucinazioni.

Un altro neologismo coniato per definire una delle innumerevoli sindromi generate dallo smartphone è il cosiddetto partner phubbing ( da phone = telefono + snubbing = snobbare) ovvero il fenomeno che colpisce chi, a causa del proprio cellulare, snobba ripetutamente ed in maniera maleducata la persona con cui sta parlando, molto spesso il proprio partner.

Può sembrare assurdo che due innamorati arrivino a lasciarsi a causa del telefono ma i numeri parlano chiaro: in uno studio pubblicato su Computers in Human behavior, rivista scientifica dedicata agli effetti psicologici derivanti dall’utilizzo della tecnologia, quasi la metà degli intervistati dai ricercatori della Baylor University, in Texas, ha dichiarato di essere vittima di tale atteggiamento.

Non produce psicosi né turbamenti particolari ed il suo unico effetto è semplicemente quello di fornire un’informazione che si volatilizza nell’arco di poche ore, nei casi più gravi qualche minuto. Non ha validità scientifica, viene scherzosamente chiamata sindrome di Google e consiste nel cercare sul celeberrimo motore di ricerca ogni parola di cui non si conosce il significato. Nulla di grave, secondo psicologi e scienziati, a patto che l’inutile ricerca non si sostituisca allo studio tradizionale durante i primi 18 anni di vita.

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