Movimentazione manuale carichi: rischi e prevenzione

La Movimentazione Manuale dei carichi, in condizioni di lavoro non sicure e pericolose, e il sollevamento di carichi pesanti assumendo posture errate possono portare a lesioni della schiena gravi che irreparabilmente vanno a sfociare in vere e proprie malattie professionali invalidanti.

movimentazione manuale carichiLe lesioni più gravi sono quelle al tratto dorso-lombare, da non sottovalutare nemmeno però quelle del tratto cervicale e degli arti superiori. I traumi alla colonna vertebrale, a seguito di sollevamenti abituali di carichi pesanti, possono essere lievi, come ad esempio dei piccoli traumi, o di rilevante entità (come ad esempio le ernie discali). Per intenderci i traumi lievi possono essere brevi e includono gli infortuni traumatici e la fatica, mentre quelli a lungo termine sono le patologie degenerative della colonna vertebrale.

È importante eliminare e/o limitare il più possibile le attività di rischio manuale della movimentazione dei carichi in riferimento a:

  • La caduta del carico (in caso di carico troppo pesante, carico ingombrante o difficile da afferrare e instabile da trasportare e sollevare). Le principali cause di caduta del carico sono essenzialmente legate alle caratteristiche del carico stesso: tipologia, forma (dimensioni), peso.

Il peso influenza tantissimo il buon sollevamento del carico da terra o da altezze troppo basse rispetto al baricentro. Più aumenta il peso del carico più forza deve esercitare il lavoratore nel sollevamento.

  • Scivolamento/ caduta del lavoratore (spazio libero insufficiente per le manovre, dislivelli e irregolarità nella pavimentazione, ostacoli) “le caratteristiche ambientali del luogo di lavoro possono favorire rischi di scivolamento o caduta del lavoratore, qualora lo spazio libero per lo svolgimento dell’attività sia insufficiente (ambienti stretti o molto arredati, con conseguente rischio di urti contro ostacoli e quindi possibili cadute del lavoratore); qualora il pavimento presenti irregolarità (buche, piastrelle non ben connesse, ecc.), o sia reso scivoloso dal deposito di sostanze oleose presenti nel ciclo produttivo del reparto”. 
  • Sforzo fisico (peso del carico, distanza tra il carico e il corpo, frequenza nella movimentazione del carico) “lo sforzo necessario per il sollevamento di un carico aumenta con l’aumentare del peso del carico stesso. Normalmente, il lavoratore tende a sollevare manualmente un carico e a trasportarlo tenendolo vicino al proprio corpo; in questo modo, si facilita la distribuzione del peso del carico stesso, oltre che sulla schiena, anche sui muscoli del bacino e delle gambe. Qualora il carico avesse caratteristiche tali da poter causare rischi di ustione o ferite, lo stesso verrà sollevato e trasportato a mano mantenendolo, però, lontano dal corpo. Così facendo, lo sforzo fisico richiesto sarà maggiore come la forza compressiva che viene a esercitarsi sul tratto lombo-sacrale della colonna vertebrale, aumentando così la probabilità di provocare danni alla schiena.  Ovviamente, con l’aumentare della frequenza delle azioni sopra descritte, si verificherà anche un aumento del carico energetico investito dall’organismo, derivato dallo sforzo cui è sottoposto”.
  • postura scorretta del lavoratore (spazi inadeguati; mantenimento della stessa postura per troppo tempo): “per quanto riguarda l’acquisizione di posizioni di lavoro scorrette e mantenute fisse per lungo tempo, è possibile che queste vengano assunte necessariamente dai lavoratori in presenza di postazioni di lavoro definite e non modificabili, ovvero di un’inadeguata organizzazione del lavoro”.

 Queste sono le principali cause di infortunio o trauma nell’ambiente di lavoro a causa di un’errata e dannosa movimentazione manuale dei carichi.

Per prevenire  e limitare questi danni si possono attuare delle misure di prevenzione quali:

  • la meccanizzazione dei processi di sollevamento e/o trasporto carichi per eliminare il rischio;
  • l’elaborazione e applicazione delle procedure di lavoro per la messa in sicurezza dei lavoratori;
  • l’attuazione dei comportamenti corretti da seguire durante i processi lavorativi”.

La meccanizzazione/automazione è l’unica soluzione definitiva per evitare danni alla schiena e infortuni di vario genere. In particolare è consigliabile utilizzare attrezzature meccaniche manuali o a spinta motore come i muletti, i carrelli elevatori o i saliscale elettrici. I saliscale Mario a 3 ruote possono essere una valida soluzione non solo per il trasporto ma anche per l’azione di consegna su scala in quanto sono progettati e realizzati per far lavorare il lavoratore in posizione eretta.

I muletti e i carrelli elevatori vengono maggiormente utilizzati nei luoghi con ampio spazio di manovra come magazzini di stoccaggio e movimentazione carichi. I comportamenti e le procedure atte a salvaguardare la salute del lavoratore devono essere trasmesse attraverso l’informazione e la formazione aziendale.

Fonte: Inail, “ Labor Tutor – Un percorso formativo sulla prevenzione dei fattori di rischio tipici del settore metalmeccanico”, realizzato in collaborazione con Enfea, edizione 2011, pubblicato nel mese di marzo 2012

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