Ansia da prova costume: consigli utili per non averla

Ha un nome preciso, “Bikini blues”, ma in molti, soprattutto donne, ma anche uomini, la chiamano in modo più semplice: ansia da prova costume. Si tratta di quel malessere che si prova quando, all’arrivo della stagione estiva, si ha il timore di non essere abbastanza pronti e di non essere presentabili in spiaggia, tanto da provare ansia, frustrazione e, nei casi più gravi, una vera e propria forma di depressione.

Non stiamo parlando di normale insicurezza, di una paura senza senso, ma di un problema reale che affligge sempre più persone e che può rendere l’estate un periodo davvero…d’inferno. Ci si sente a disagio nel mostrare il proprio corpo in pubblico, si trovano difetti ovunque e si esaltano anche le più piccole imperfezioni, con il risultato di trasformare un’esperienza piacevole come le vacanze in un trauma costante. Lo sguardo altrui, il giudizio delle altre persone, assumono un potere fortissimo ed esporre parti del corpo che in inverno restano coperte diventa letteralmente impossibile.

ansia da prova costumeFare una vita sana e tenersi in forma non serve quando il problema diventa soprattutto mentale, più che fisico. In questi casi, bisogna iniziare a lavorare prima dell’arrivo della prova costume, facendo un percorso che permetta di superare eventuali blocchi psicologici che ci spingono a concentrarci troppo sul nostro corpo.

In tal senso può essere utile liberarsi dagli stereotipi che negli ultimi anni sono diventati veri diktat in fatto di bellezza, ideali che la pubblicità e la televisione ci propone come assoluti, nonostante siano spesso irraggiungibili. Primo passo di questo percorso è il rendersi conto che un corpo perfetto non è sempre possibile, che nessuno può giudicare un altro per ogni minimo “difetto” e che la vera bellezza risiede nel sentirsi sicuri con quello che la natura ci offre, senza essere eccessivamente critici.

L’importante, in fondo, è stare bene con se stessi ed essere in salute. Lavorare quindi sul proprio corpo, certo, tenersi sempre in forma, ma senza esagerare e senza aspirare a ideali fittizi che la pubblicità ci propone tramite immagini ritoccate e mai realmente “naturali”.

Cosa fare però quando una semplice paura si trasforma in una vera patologia che porta ad avere un’immagine totalmente distorta del proprio corpo? Nei casi di dismorfofobia, il corpo non viene più percepito nel suo insieme, ci si concentra sui singoli difetti, per quanto piccoli essi siano, sviluppando un livello così basso di autostima da odiarsi.

Ci si chiude in se stessi, ci si ritira e si rischia di sprofondare sempre più, sfiorando patologie ancora più gravi. A questo punto, l’aiuto di un professionista, i consigli di una psicoterapeuta, diventano fondamentali per evitare eventuali disturbi alimentari, depressione e danni seri per la salute fisica.

Quali i consigli per non raggiungere simili livelli, per intervenire quando il “bikini blues” è ancora una mera forma di paura e forte autocritica? Sicuramente sviluppare una mentalità più elastica che ci permetta di “sopportare” qualche chilo in più e che ci faccia anche ridere di se stessi, quando serve, senza dimenticare che una vita sana e l’allenamento sono comunque dei toccasana per chiunque, grasso o magro che sia.

Collegata a ciò è la necessità di riconoscere, quando ci sono, i difetti più evidenti e adoperarsi per correggerli, magari senza porsi obiettivi irraggiungibili e senza ricorrere a diete assurde, ma comunque impegnandosi e facendo un percorso graduale, e salutare, di miglioramento. In questo modo aumenterà anche l’autostima, si acquisirà maggiore fiducia in se stessi e ci si potrà relazionare con il prossimo senza timore di giudizi, concentrandosi solo su quanto di più piacevole la bella stagione possa offrirci.

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